DA UN LATO PONTIDA, DALL’ALTRO LA FIERA DEL LEVANTE

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Sabino Zinni: «Noi la politica la sappiamo fare in questo modo»


«Mentre ieri a Pontida, dove erano presenti interi autobus di pugliesi adoranti, è andato in scena uno degli spettacoli politici più brutti degli ultimi anni, da noi, grazie all’occasione offerta dalla Fiera del Levante, si è tornati a parlare di Sud in maniera ispirata e propositiva.

Lo ha fatto il Presidente Emiliano spiegando che “se autonomia rafforzata deve esserci, dev’essere preceduta dall’abolizione del criterio della spesa storica, paurosamente a favore del nord, sostituendola con la spesa standard per ottenere identici Lep, livelli essenziali delle prestazioni per ciascun cittadino. Il coordinamento delle Regioni del sud, all’interno della Conferenza delle Regioni, potrebbe redigere, su sua sollecitazione, un unico progetto di autonomia differenziata, valido per tutte le Regioni a statuto ordinario e da queste condiviso, per renderle più autonome dal governo centrale, obiettivo che consideriamo giusto, dotando ciascuna dei budget di spesa corrente e spesa per investimenti che prima riequilibrino le differenze infrastrutturali e di investimenti e poi parifichino la spesa corrente secondo gli effettivi bisogni di ciascun cittadino a prescindere dal suo luogo di residenza”.

E poi lo ha fatto il nuovo preparatissimo ministro Giuseppe Provenzano che ha indicato i 5 punti per il rilancio del Mezzogiorno. “Il primo passaggio è la lotta alla povertà educativa minorile, che prevede investimenti nelle scuole e nel sistema della formazione. In secondo luogo creazione di infrastrutture materiali, immateriali e sociali. Il terzo obiettivo è avviare nel Mezzogiorno il Green new deal. Infine serve trasferimento tecnologico e rete dei talenti. Ci sono tante scintille di piccole e medie imprese nel Mezzogiorno in settori cruciali come l’aerospazio e realtà di eccellenza nel settore dell’istruzione. Manca l’anello di congiunzione fra realtà produttive e ricerca. Questo è il trasferimento tecnologico, l’integrazione fra pubblico e privato per mettere a frutto le ricerche. Da ultimo si deve correre con l’istituzione delle Zes per dire la nostra nel mare Mediterraneo”.

Capisco che tutto ciò sia meno sensazionale di una bambina tirata sul palco o di un insulto al Presidente della Repubblica, ma noi la politica sappiamo farla solo così».

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