Una pagina buia quella consumatasi la scorsa notta al Consiglio Regionale. Il commento di Sabino Zinni e Lella Ruccia

«Sulla doppia preferenza di genere – scrive Zinni – ho già detto tutto negli ultimi giorni. A commento del triste epilogo di stanotte non ho trovato parole migliori di quelle della vice presidente della Commissione Pari Opportunità della Puglia, Lella Ruccia.
Vi invito a leggerle:
“Epilogo triste per questa Consigliatura Regionale, alle due di notte. Attenzione per i naviganti!
Non sono le donne ad aver perso ma gli uomini e la Classe politica regionale in generale, perché ha dimostrato di non sapere più stare in contatto con la realtà.
Quelli che della politica credono di sapere tutto e che invece si sono ridotti tutti a dei burocrati della politica.
Quelli di duemila emendamenti.
Quelli del voto segreto per ogni emendamento e quelli che non hanno fatto niente prima di ieri.
Tutti purtroppo hanno dato prova di discutere di un diritto politico, quello della doppia preferenza di genere, ormai consolidato, come fosse la pretesa di una categoria, come fosse una posizione rivendicata di una parte contro l’altra.
In questo si sono dimostrati tutti un po’ superati dalla realtà che è fuori dal Palazzo e corre veloce. Cercare di fermarla con 2000 emendamenti per ottenerne almeno uno è un gioco che non ha premiato nessuno: è come voler fermare l’acqua con le mani.
È una questione di tempo e questo le Donne lo sanno”».

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