«Oggi apre il nuovo Ponte di Genova.
È certamente giusto essere contenti, ma “dobbiamo cercare di tenere insieme il dolore e la gioia, perché senza il primo non è possibile parlare della seconda. E non sarebbe neppure giusto”.
In un Paese che ormai per definizione ha la memoria corta, esiste sempre più la tendenza a separare momenti di un’unica vicenda, nel tentativo di sottolinearne solo gli aspetti più edificanti, o convenienti.
Invece no, l’Italia è tutto, sia le sue miserie che le sue grandezze.
Certo siamo stati bravissimi a ricostruire un’opera simile in un tempo record, con una pandemia di mezzo, ma non possiamo e non dobbiamo smettere dirci, mai, che quello che è successo non doveva succedere.
Guardando quel ponte, quel segno di rinascita, dobbiamo continuare a pensare che la morte da cui è derivato, si poteva evitare»
(Sabino Zinni)

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