«Oggi compie 50 anni lo Statuto dei Lavoratori.

Fu promulgato il 20 maggio 1970, a seguito di una lunga stagione di scioperi e mobilitazioni, e si capì subito che sarebbe stata una di quelle leggi che avrebbe permesso al nostro Stato di potersi dire “civile”.

Nella riflessione teorica che portò alla sua stesura, ebbe ruolo fondamentale il grande giuslavorista Gino Giugni, all’epoca docente all’Università di Bari, che trasformò la cattedra di Diritto del Lavoro in un vero e proprio laboratorio di pensiero su questi temi.

Per capire l’importanza dello Statuto basti pensare alla mortificazione quotidiana che vivono le categorie di lavoratori che ne sono rimaste fuori: lavoratori della logistica, riders, lavoratori dello spettacolo, precari di qualsiasi categoria.

Lo Statuto dei Lavoratori è un padre nobile che purtroppo non ha prodotto nipoti, per questo è a disagio nel nostro mondo, l’impresa vera sarebbe quella invece di renderlo attuale.

Se è vero infatti che il lavoro nobilita l’uomo, è solo un suo Statuto, ossia un insieme organico ed articolo di norme che lo regolamentano, a dargli dignità».

(Sabino Zinni)

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